martedì 12 novembre 2013

Graffe fritte con patate.

Le graffe sono un dolce tipico della Campania si trovano di mattina in tutti i bar per fare colazione,di questo dolce si trovano tantissime varianti ma dopo averne provate tante,ho deciso che queste,di cui vi darò la ricetta sono le più buone.
Non è molto difficile farle,ma il risultato è che vanno a ruba.

Ingredienti:
450 gr.farina 00
400 gr.di patate
100 gr.di zucchero
100 ml.olio 
2 uova
1 pezzo di lievito di birra
buccia grattugiata di 1 limone
latte q.b.
olio per friggere

Per prima cosa lessare le patate,sbucciarle e schiacciarle con lo schiaccia patate.
Disponete sul tavolo,io uso sempre il mio tavolo da lavoro in legno,la farina a fontana e mettere al centro il lievito di birra,un pò di latte e tutti gli altri ingredienti.


Lavorate molto bene ed energicamente la pasta per 15-20 minuti fino ad ottenere un impasto bello morbido.

Dividete la pasta a pezzetti ed allungatela come se dovreste fare gli gnocchi.
Formate dei cordoncini che chiuderete a forma di ciambella e lasciate lievitare per circa due ore,in un luogo caldo e riparato(il tempo di lievitura varia a seconda della temperatura).



Quando sono belle cresciute,

friggete in olio bollente,quando sono belle dorate,scolatele e passatele in una ciotola con lo zucchero.

Mangiatele tiepide,fredde come volete,sono buonissime.

domenica 10 novembre 2013

Radicchio arrosto con aceto balsamico di Modena Casanova 1748.

Carissime amiche ed amici,oggi prima di presentarvi il piatto,che è di una semplicità unica ma condito con un aceto balsamico anche lui unico Aceto balsamico Casanova 1748,voglio darvi qualche notizia su come viene prodotto questa eccellenza del Made in Italy.


Fase 1: La vendemmia

La raccolta dell'uva è ancora eseguita a mano, come vuole la tradizione, selezionando i grappoli migliori delle uve Trebbiano e Lambrusco di Modena. Avviene nei mesi di settembre e ottobre, quando il rapporto tra zuccheri e acidità è più alto ed è una fase molto importante nella produzione dell'Aceto Balsamico di Modena poiché la qualità e l'integrità del grappolo sono essenziali prima della pigiatura. L'altra importante operazione è la potatura delle viti che avviene in inverno e da cui dipende la salute della pianta e quindi dei raccolti futuri.





Fase 2: La pigiatura

La pigiatura delle uve è eseguita con il sistema detto "soffice", per evitare l'eccesso di Polifenoli contenuti nelle bucce, vinaccioli e raspi che rallentano il processo di acetificazione e potrebbero conferire amarezza al prodotto. Il mosto sarà poi filtrato per eliminare le parti solide residue e le impurità.




Fase 3: La cottura

Il mosto è cotto entro 24 ore dalla pigiatura per evitare fermentazioni, in caldaie d'acciaio a cielo aperto e a fuoco diretto per 36 - 48 ore, fino al raggiungimento di una concentrazione del 50% e oltre. Si fa bollire il mosto per mezz'ora al fine di sterilizzarlo, ed in seguito si cuoce a temperatura media di 85°C. Il mosto cotto sarà poi raffreddato e lasciato a decantare fino a Gennaio.




Fase 4: La maturazione

Il mosto è posto a maturare in batterie, composte da almeno 9 botti di legno con capacità decrescente, da 180 a 10 litri, ognuna delle quali realizzata in legno diverso (rovere, ciliegio, frassino, castagno, gelso, ginepro, acacia...) e colma solo al 75% della propria capacità. Le batterie sono collocate nei sottotetti poiché lì l'escursione termica è più importante (estate caldissima e inverno gelido). Le botti sono aperte per permettere la concentrazione del liquido, per naturale evaporazione. I segreti dell'invecchiamento sono spesso tramandati di generazione in generazione e quindi non seguono una regola fissa, ogni produttore procede secondo la propria esperienza maturata nel corso degli anni. Le fasi successive descritte avvengono durante il periodo di invecchiamento, che può protrarsi all'infinito!




Fase 5: I travasi e i rincalzi

Queste due delicatissime operazioni strettamente legate fra loro avvengono in inverno, quando l'aceto balsamico è in letargo a causa del freddo, e quindi l'attività fermentativa è ferma. Il travaso è il trasferimento del liquido da una botte più grande a una più piccola, mentre il rincalzo è il livellamento della botte appena travasata. La prima operazione include quindi sempre la seconda, tranne che per la prima botte, quella più grande, dove si esegue solo il rincalzo con il mosto cotto. Si usano attrezzi specifici per ogni operazione e si procede con un controllo continuo e costante dello stato di salute delle botti e del loro contenuto.




Fase 6: L'assaggio

Ogni anno si eseguono esami olfattivi, visivi e gustativi su ogni botte, controllando limpidezza, odore e sapore del liquido. Si usa un contenitore di vetro trasparente e ben pulito e si versa il liquido prelevato dalla botte tramite l'apposita provetta anch'essa di vetro. Per l'analisi visiva, è preferibile usare la luce di una candela per valutare il colore in controluce, la densità e la limpidezza. I parametri olfattivi includono l'intensità, la persistenza dei profumi e l'acidità, mentre al gusto si analizzeranno l'intensità, il sapore, l'armonia tra agro e dolce e l'acidità e si preferirà usare un cucchiaino di porcellana, più adatto a non alterare il sapore. Gli assaggi si compiono lontano dai pasti e diversi degustatori confrontano i risultati per garantire una qualità oggettiva ottimale.



Solo così,col tempo e con amore si ottiene un grande aceto balsamico,da gusto e sapore inconfondibile.
Dopo quanto detto mi sembra irrilevante pubblicare la mia ricetta,ma la lascio per onor di cronaca,vergognandomi dopo tutto quanto detto.
Vi dicevo che ho preparato del radicchio arrosto condito con olio e aceto balsamico Aceto Balsamico Casanova1748,
Ho tagliato in quattro parti un radicchio lungo,e con le mani l'ho insaporito,cospargendolo di olio,pepe e sale.
L'ho messo ad arrostire su di una piastra già calda



Appena cotti,li ho serviti con olio ed aceto balsamico CASANOVA1748




 Aceto Balsamico di Modena IGP - Serie 10" invecchiato 10 anni,questo l'aceto balsamico usato per la mia ricetta prodotto da CASANOVA1748.
L'azienda si trova a :Az. Agricola Leonardi Giovanni | Via Mazzacavallo, 62 | 41043 - Magreta di Formigine (MODENA)
tel 0039 059 554375 | fax 0039 059 555487 | e-mail info@acetaialeonardi.itQuesto è il sito: Clicca qui
Questa è la pagina FB: Clicca qui
Ringrazio ancora l'azienda per la gentile collaborazione.

venerdì 8 novembre 2013

Pappami il piatto che si mangia - Nuova collaborazione.

Care e cari amici,oggi ho il piacere di parlarvi di una mia nuova collaborazione nata da una mente geniale che è riuscita a pensare e realizzare un piatto da portata che si mangia.
Quante volte si dice "ho una fame che mangerei anche il piatto"adesso si può.
Si avete capito bene,il piatto che si mangia,oggi vi parlo di PAPPAMI,azienda che opera nel trentino e che già ringrazio per la collaborazione.


Il progetto "PAPPAMI" nasce nel 2007 all'interno della società denominata Trentuno s.p.a., operante nel campo della ristorazione veloce con 19 locali sparsi per tutto il nord Italia e con più di 340 dipendenti. L'importante e costante attività nei settori del catering e dei free-flow (self-service) ha evidenziato ai nostri occhi la necessità di far fronte alle richieste degli operatori del settore di disporre di un prodotto capace di sostituire il tradizionale piatto di ceramica e le problematiche ad esso legate. Più in dettaglio abbiamo avvertito l'esigenza di sviluppare una soluzione comoda, time-saving ("usa e getta") ed eco-sostenibile. Sulla base di questi presupposti nasce l'idea di PAPPAMI®, il cui progetto confluisce nello stesso anno nella Trentuno Properties s.r.l.. Lo sviluppo del prodotto ci ha tenuti impegnati per qualche anno, ma dal 2011 siamo in grado di offrire una soluzione molto innovativa e ricca di valore aggiunto.
PAPPAMI® è il piatto che si mangia. E' un prodotto brevettato che offre - in alternativa al tradizionale piatto di plastica o di ceramica - una soluzione efficace e.. gustosa ai problemi di stoccaggio, maneggevolezza e smaltimento.
L' azienda pone al centro della propria attività la tutela attiva dell’ambiente e la genuinità del prodotto. Nel nostro stabilimento di Rovereto, in Trentino, abbiamo sviluppato un ciclo produttivo innovativo che garantisce proprio questi principi.


Ed ecco il campione che l'azienda mi ha inviato da testare e recensire:


Che dirvi la curiosità di provarli è stata tanta,e ieri sera ho preparato quello che di più caldo penso proprio non ci sia "Zuppa di cereali e legumi" eccovi le foto:


I piatti sono rimasti integri,hanno retto benissimo e sono buonissimi da mangiare,infatti si spezzano i bordi e nel mio caso,si inzuppavano nella zuppa,ottimo prodotto.
robusto, adatto per contenere e trasportare vivande
studiato al fine di contenere e consumare al suo interno cibi solidi e liquidi per un tempo molto lungo
realizzato con ingredienti simili a quelli del pane
ha un gusto naturale, che richiama alla mente il sapore del pane
dotato di spazi laterali sul bordo che consentono una facile presa del piatto
caratterizzato da una corolla con petali pre-incisi che si possono facilmente staccare e gustare unitamente alla pietanza
può essere surgelato, congelato e utilizzato nel forno a microonde
può essere personalizzato, incidendo sul fondo o sulla corolla il nome, il marchio dell'azienda o lo slogan della festa
è compostabile, smaltibile nella frazione dell' "organico"
la ricetta è semplice, la sua lavorazione particolare permette di ottenere caratteristiche di robustezza e di fragranza
capacità di contenuto: oltre 300 cc
Vi lascio l'indirizzo dell'azienda,la pagina FB ed il sito:

Trentuno Properties s.r.l.

via alla Pineta, 8 - 38068 Rovereto (TN)
tel +39 0464466308
fax +39 0464466912
Indirizzo sito:Clicca qui
Pagina Facebook:Clicca qui
Ringrazio ancora l'azienda per la gentile collaborazione.

martedì 5 novembre 2013

I carciofi arrostiti.

E' tradizione ultracentenaria del mio paese,preparare i carciofi arrostiti.
Tanti anni fa si mangiavano a Pasqua perchè i nostri carciofi maturavano nel mese di Marzo ed erano,e sono buonissimi,un tipo di carciofo piccolo,tenero che una volta arrostito e pulito si mangia in un sol boccone.
Oggi invece già adesso si trovano in commercio carciofi provenienti da altre zone.
E' molto caratteristico,alzarsi la Domenica mattina,affacciarsi al balcone e vedere una specie di coltre di nebbia profumata:stanno arrostendo i carciofi.
Fanno tanto fumo e non tutti possono farli io sono fortunata perchè pur abitando in un parco,mi trovo all'ultimo piano e non do fastidio,comunque per chi non può arrostirli,ormai si vendono dappertutto,basta prenotarli presso il proprio negozio di frutta e verdura o comprarle sulle bancarelle per strada.
Ora vi spiego come le prepariamo.
Ingredienti:
Carciofi
Olio,sale,pepe,aglio e prezzemolo.


Si inizia a preparare il ripieno,io uso mettere anche dei pezzettini di gambo

insieme ad un trito di prezzemolo,aglio,sale e pepe,per facilitare l'operazione di riempimento,battere leggermente i carciofi  come nella foto






 Una volta preparate,si mettono sulla brace e si aggiunge un pò di olio

 Ed ecco che iniziano a fumare



quando diventano di questo colore sono cotte al punto giusto



si puliscono e sono pronte da mangiare,sia calde che fredde

Sono squisite,noi non ne sappiamo fare a meno le mangiamo quasi tutte le Domeniche perchè piacciono a tutti.

domenica 3 novembre 2013

Nuova collaborazione "Mostarde e non solo LAZZARIS"

Amiche ed amici,oggi voglio parlarvi di una mia nuova e gustosa collaborazione,voglio parlarvi dell'azienda LAZZARIS,produttrice di una mostarda tra le migliori in Italia.


La mostarda è un prodotto culinario diffuso in Italia settentrionale, realizzato con diversi ingredienti a seconda della zona. Nella sua ricetta più essenziale, essa consiste di frutta, zucchero ed essenza di senape, solitamente molto piccante. Alcune varietà, come la mostarda cremonese, spesso sono scambiate per canditi di grosse dimensioni, ma in realtà sono un alimento di gusto molto deciso da abbinarsi con piatti salati.

Il termine è spesso fonte di equivoci, in quanto esso definisce sia la preparazione propriamente detta sia, per rimando al francese moutarde, al condimento più noto in italiano come senape, che condivide la stessa base, essendo entrambi gli alimenti preparati con i semi della stessa pianta

Deriva da mustum ardens, che compare per la prima volta in un testo francese del 1288, alludendo al mosto di vino reso ardente, cioè piccante, dall'aggiunta di farina di grani di senape; in tal modo era possibile conservare un prodotto facilmente deperibile come la frutta. La diffusione di tale alimento nell'Italia settentrionale avviene verso il Seicento; le testimonianze ne associano il consumo alle festività natalizie. La diffusione si ebbe nelle diverse città della pianura Padana: Vicenza, Mantova e soprattutto Cremona, radicandosi in alcune ricette tradizionali.
L'azienda LAZZARIS,non produce solo mostarde,ma anche salse:L’unione di polpa di frutta di altissima qualità e olio di senape regala un connubio dalla texture granulosa e profumata, che lascia spazio alla fantasia per accostamenti e usi sia a freddo sia in cottura. Adatte a tutte le stagioni, a tutte le età e di gradevole consistenza spalmabile, le salse dolci e piccanti Lazzaris sono caratterizzate dalla originale contrapposizione tra il sapore dolce del frutto e quello piccante della senape.

Ed inoltre Confetture e marmellate biologiche: una linea di confetture che nasce dalla costante ricerca di prodotti di alta qualità, ottenuti con materie prime provenienti da agricoltura biologica e lavorate secondo le più moderne tecnologie. 
Nessun trattamento chimico-sintetico per l’albero, zero impatto sul terreno e solo prodotti di origine naturale per salvaguardare i frutti dalle malattie: il tutto si traduce in qualità per la salute del consumatore. 

Ed ecco cosa l'azienda mi ha inviato  e che gentilmente ringrazio,da testare:









Prodotti ottimi,specialmente le sale e le confetture biologiche,ho provato la salsa di amarene con formaggio spalmabile ed il risultato è stato:un connubio squisito.
Per contatti:
Luigi Lazzaris & Figlio s.r.l.
Viale Venezia, 72
31015 CONEGLIANO (TV) – ITALY
Tel 1. +39 0438 60668
Tel 2. +39 0438 61116
Fax +39 0438 60423
Vi invito a visitare il sito cliccando QUI
E la pagina Facebook cliccando QUI
Ringrazio ancora l'azienda Lazzaris per la gentile collaborazione.

venerdì 1 novembre 2013

Orecchiette Maffei con "friarielli"

Oggi voglio riproporvi,una ricetta che a me piace tantissimo,le orecchiette con i friarielli.

I friariélli sono le infiorescenze appena sviluppate della cima di rapa, utilizzate in preparazioni alimentari tipiche della cucina napoletana e della cucina romana.
Le orecchiette usate sono prodotte dal pastificio Pastificio Maffei,pastificio pugliese con cui ho il piacere di collaborare.
"Fare la pasta è un arte e l’arte di tenere le mani in pasta Savino Maffei, fondatore dell’omonima azienda pugliese, l’apprese nel forno del nonno oltre 50 anni fa, assieme alla passione per la pasta fresca fatta a mano e il rispetto delle tradizioni produttive."

Ingredienti:
250 gr. di orecchiette MAFFEI
150 gr. friarielli
3 acciughe dissalate
olio,aglio e peperoncino



Lavate bene i friarielli e teneteli da parte.
In una pentola mettete a bollire l'acqua e quando bolle calate,insieme,le orecchiette e i friarielli,attenzione al sale perchè le alici sono salate.
Mentre cuoce la pasta,in una padella,fate soffriggere l'aglio,l'olio,il peperoncino e le acciughe fino a quando le acciughe non si saranno sciolte.


Scolate la pasta al dente,versatela nella padella e lasciate in saporire.
Impiattate e servite.Buon appetito.


Ringrazio ancora l'azienda Maffei per la gentile collaborazione. IL PASTAIO di Maffei S. & C. snc
Via dei Trattati di Maastricht, 51
76121 BARLETTA (BT) 
Tel. 0883 349015 -Fax 0883 349014 

Visita il sito: PASTIFICIO MAFFEI
Vai alla pagine Facebook: PASTIFICIO MAFFEI

martedì 29 ottobre 2013

Papaccelle imbottite.

La papaccella napoletana è un particolare tipo di peperone corto e polputo, di sapore dolce, che può essere usato fresco fritto in padella in accompagnamento a piatti di carne di maiale, o conservato in salamoia o sotto aceto. Nell'Italia centrale (peperone chiochiera) viene utilizzata fresca e ripiena di carne o tonno, e poi stufata in olio.
È riconosciuta come prodotto agroalimentare tradizionale della regione Campania.(tratto da Wikipedia).
Noi conserviamo le papaccelle,in aceto bianco e non conserviamo solo quelle dolci ma anche un altro tipo di dimensioni più piccole ma dal sapore più forte del peperoncino,queste che ho usate sono le prime e sono ancora molto croccanti.
Gli ingredienti per la preparazione sono:
Papaccelle
tonno sott'olio
capperi
olive nere di Gaeta denocciolate e spezzate con le mai
mollica di pane raffermo
acciughe dissalate
Con questi ingredienti,preparate il ripieno unendoli tutti insieme e amalgamandoli molto bene,
Togliere il picciolo alle papaccelle svuotarle dei semi.
Riempirle con il ripieno preparato.
Metterle in una padella con olio e iniziare a cuocerle lentamente aggiungendo poca, anzi pochissima acqua ogni volta che si asciugano fin quando non si ammorbidiscono e prendono colore.
Ed eccole qua pronte per essere mangiate,si possono servire sia calde che fredde,sono sempre buonissime.
Buon appetito.